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martedì 20 dicembre 2016 ore 19.30

SPAZIO COMUNALE PIAZZA FORCELLA

via Vicaria Vecchia, 23 Napoli

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SHAKESPEARE A MODO MIO
performance finale
a cura di Alessandra Asuni, Antonio Della Ragione e Raffaele Parisi

il laboratorio fa parte del progetto Atelier Teatrali Territoriali

sostenuto dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e finanziato dal MIBACT

ingresso libero


giovedì 22 dicembre 2016 ore 19.30

TEATRO DEL POPOLO TRIANON VIVIANI

piazza Calenda, 9 – Napoli

nell’ambito del progetto QUARTIERI DI VITA

realizzato dalla Fondazione Campania dei Festival

PE’ DEVOZIONE
liturgie sacre e profane nella vita di tutti i giorni

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dal laboratorio teatrale La scena delle donne di  f.pl.femminile plurale

a cura di Marina Rippa e Alessandra Asuni

con Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Marigliano, Anna Patierno, Antonella Esposito, Flora Faliti, Flora Quarto, Gianna Mosca, Giorgia Dell’Aversano, Manuela Della Corte, Melina De Luca, Patrizia Ricco, Rosa Lima, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Susy Cerasuolo, Toti Carcatella

ingresso libero – prenotazione obbligatoria
tel. 344 0440240 dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 18

con un gruppo di venti donne del laboratorio teatrale

partecipiamo con un’azione scenica al termine del convegno

consiglio-regionale

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http://www.askanews.it/regioni/campania/donne-come-luci-nel-buio-attrici-forcella-in-consiglio-campania_711948789.htm

Shakespeare a modo mio

laboratorio teatrale per ragazze e ragazzi dai 14 ai 18 anni

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Un laboratorio che attraversa con i vari linguaggi teatrali l’opera shakesperiana “Romeo e Giulietta”, trasportando e trasformando la storia originale in storie personali.

Un viaggio che offre ai ragazzi un modo per raccontare e raccontarsi attraverso il teatro. Accompagnano i viaggiatori: Alessandra Asuni, Raffaele Parisi e Antonio della Ragione.

 

dal 21 ottobre al 14 dicembre (ogni mercoledì 18,30/20,30 e venerdì 17,30/20,30)

 

Per info e iscrizioni: effepielle@gmail.com /349.6468395

 

il laboratorio fa parte del progetto Atelier Teatrali Territoriali sostenuto dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e finanziato dal MIBACT.

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giovedi 3 novembre 2016 ore 21 al NEST

Via Bernardino Martirano, 17 (ex scuola Giotto-Monti)

San Giovanni a Teduccio Napoli

nell’ambito del progetto “Vivi nel Ricordo” promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

 

I Teatrini e f.pl. femminile plurale presentano

 

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“Bisogna sempre interpretare estendendo la nostra anima sopra ogni cosa,
scoprendo un’anima là dove non esiste, dando alle forme l’incanto dei nostri sentimenti;
è necessario vedere nelle piazze solitarie le anime antiche che sono passate attraverso di esse,
è imprescindibile essere uno ed essere mille per poter sentire le cose in ogni loro sfumatura.
Bisogna essere religiosi e profani.”
Federico García Lorca

 

Il lavoro è il risultato di uno studio cominciato a marzo 2015 e della residenza artistica a Sant’Angelo dei Lombardi (AV) di giugno 2016 per il Napoli Teatro Festival.
Il testo, nella traduzione di Vittorio Bodini, è messo in scena integralmente.

“A 80 anni dalla tragica morte di Federico García Lorca, mettiamo in scena l’ultima sua opera: “La casa di Bernarda Alba”. Rarissimo incontrare in un’opera teatrale tanta sensibilità, profondità nel raccontare il paesaggio interiore femminile.
Un femminile che smania dal desiderio di esprimersi in ogni sua forma e un maschile evocato e rappresentato come qualcosa che ingigantisce l’ombra scura nelle protagoniste della storia. In tutte le donne della casa c’ è Bernarda con la sua aridità ma anche la nonna Maria Josefa con la sua “libertà” e il mare dentro.
Ago e filo. Cucire bianchi corredi, giorno per giorno, tramare la propria vita su telai illusori.
La casa come una prigione, come una grande cassa da morto in cui si è seppelliti vivi.”

Alessandra Asuni e Marina Rippa

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI previa prenotazione tramite telefonata o sms al 333.5496507

 

 

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La casa di Bernarda Alba
di Federico Garçia Lorca

per il NAPOLI TEATRO FESTIVAL 2016
ANFITEATRO SANT’ANGELO DEI LOMBARDI (AV)
29 e 30 giugno 2016 ore 20 – INGRESSO LIBERO
(servizio navetta da Napoli per info: 3335496507)

 

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messinscena: Alessandra Asuni e Marina Rippa

con: Consiglia Aprovidolo, Maria Grazia Bisurgi, Valentina Carbonara,
Mafalda De Risi, Fortuna Liguori, Annamaria Palomba,
Tonia Persico, Ilaria Scarano, Marilia Testa

ideazione scene e costumi Alessandra Asuni e Marina Rippa
scene Marco Di Napoli
realizzazione scene Alovisi attrezzeria
costumi Cinzia Virguti
sarta Anna Patierno
luci Marcello Falco
direttore di produzione Hilenia De Falco
assistente di produzione Anna Caruso
foto Daniela Capalbo
collaborazione alle scene e grafica Massimo Staich
storyteller Alessandro Toppi
“Bisogna sempre interpretare estendendo la nostra anima sopra ogni cosa, scoprendo un’anima là dove non esiste, dando alle forme l’incanto dei nostri sentimenti; è necessario vedere nelle piazze solitarie le anime antiche che sono passate attraverso di esse, è imprescindibile essere uno ed essere mille per poter sentire le cose in ogni loro sfumatura. Bisogna essere religiosi e profani.”
Federico García Lorca
29 giugno 1936 – 29 giugno 2016
A 80 anni dalla morte di Federico García Lorca, mettiamo in scena “La casa di Bernarda Alba”, ultima sua opera, in cui i personaggi sono tutte donne. Il suo dare voce alle ingiustizie, la sua denuncia di una mentalità antica, inadeguata, “borghese”, l’attenzione al teatro popolare rendono attuale il testo, anche nella distanza dalla sua scrittura e dalla sua morte tragica.
Rarissimo incontrare in un’opera teatrale tanta sensibilità, profondità nel raccontare il paesaggio interiore femminile.
Un femminile che smania dal desiderio di esprimersi in ogni sua forma e un maschile evocato e rappresentato come qualcosa che ingigantisce l’ombra scura di tutte le figure femminili dell’opera.
Nell’opera c’è una costante circolarità che ci ha suggestionate e ci ha portate ad approfondirla. Ritornano ciclicamente nelle parole gli elementi naturali: fuoco, aria, acqua, terra, che appaiono come a voler sottolineare l’imprescindibile appartenenza alla forza della natura dei sentimenti, quelli più misteriosi, Amore e Morte.
In tutte le donne della casa vi è Bernarda con la sua aridità, così come la nonna Maria Josefa con la sua “libertà” di espressione e il mare dentro.
La casa come una prigione, come una grande cassa da morto in cui si è seppelliti vivi; inutile bussare, nessuno sentirà.
Ago e filo. Cucire bianchi corredi, giorno per giorno, tramare la propria vita su telai illusori. La casa si riempie di bianchi pizzi, le stesse pareti della casa nel loro candore sono sempre più oppressive per tutte, costrette a d indossare il nero.
La chiesa, le case attorno, le strade da cui provengono voci e storie, gli uomini e le donne che noi vediamo ma che alle figlie non è concesso di vedere e frequentare, la curiosità e la dissomiglianza del vicinato, la vita che ha un ritmo diverso… sono elementi che condizionano la vita all’interno della casa.
La residenza
Abbiamo incontrato gli amministratori, la proloco, il parroco, ma soprattutto la gente del posto, nella quotidianità della vita. Abbiamo raccolto storie e canti, seguito le feste popolari, avvertendo fortemente la grande frattura interiore e sociale che il terremoto dell’ ottanta ha provocato.
Angela, Cenzina, Pasqua, Tiziana, Marilina, Ida, Emilia, Lucia, Valeria, Vittorio, Luigi, Franco, Tonino, Sergio…, i ragazzi rifugiati pakistani e afgani si sono affacciati al nostro lavoro compositivo che si è arricchito delle tradizioni di ciascuno.
la compagnia per i due giorni dello spettacolo ha organizzato un servizio di navetta con partenza da Napoli Museo Archeologico alle ore 17.30 e rientro stesso luogo dopo lo spettacolo.

NAPOLI TEATRO FESTIVAL 2016

29, 30 GIUGNO SANT’ANGELO DEI LOMBARDI (AV)
RESIDENZA DAL 6 AL 28 GIUGNO
info: http://www.napoliteatrofestival.it/edizione-2016/la-casa-bernarda-alba/

qualche immagine:

https://www.napoliteatrofestival.it/foto-edizione-2016/nggallery/galleries/LA-CASA-DI-BERNARDA-ALBA-1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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la scena delle donne definitvo

 

 

 

 

 

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PE’ DEVOZIONE
liturgie sacre e profane nella vita di tutti i giorni

vincitore del premio Apollonio IV edizione I Teatri del Sacro – Lucca

domenica 10 aprile 2016 ore 17   –   Teatro India, Roma

 

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dal laboratorio teatrale di f.pl. femminile plurale con le donne a Forcella
a cura di Marina Rippa e Alessandra Asuni

con: Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Marigliano, Antonella Esposito, Flora Quarto, Gianna Mosca, Giorgia Dell’Aversano, Manuela Della Corte, Melina De Luca, Patrizia Ricco, Rosa Lima, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Susy Cerasuolo.

La mia santa è santa Rita, ma perché mi ha scelto lei; io manco ne conoscevo l’esistenza sacra. Il mio fioretto (mai rispettato) è stato quello di non fumare per un mese: ma peccato che l’ho mantenuto per due tre ore e poi… bla, bla, bla…. Però a pensarci bene un fioretto l’ho fatto: per circa tre anni ho promesso di non bere caffè il venerdì fino a grazia ricevuta, e così è stato.
‘O patetern’ è lungariell’ ma nun è scurdariell’. (trad,: Il Signore prende tempo ma non dimentica)
Anna M. 37 anni

Frutto del laboratorio teatrale tenuto a Napoli da ottobre a dicembre 2014, e vincitore del premio Apollonio per il Festival I Teatri del Sacro 2915, lo spettacolo raccoglie racconti, gesti e storie sui riti quotidiani (familiari e non) relativi al proprio vivere il sacro. I temi della religiosità sacra e quelli delle “liturgie” nella vita di tutti i giorni, sono stati approfonditi ed elaborati in forma scenica: e così appaiono i culti popolari delle anime del Purgatorio e delle sette Madonne che si celebrano dal Lunedì in Albis in poi, i voti fatti per guarire da una malattia o per avere un figlio, i riti culinari delle Feste, l’iconografia delle edicole votive napoletane e tanti altri frammenti…

La scrittura scenica è stata, come sempre, collettiva, e le diciassette donne coinvolte (dai 34 ai 78 anni) sono tutte non professioniste.
Il gruppo è composto da donne “storiche” e da quelle che negli anni si sono avvicinate al teatro: due di loro seguono i laboratori dal 2007, altre dal 2009, qualcuna dal 2013 e quattro da ottobre 2014.

in collaborazione con

l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli
con il sostegno e il contributo di: ConfCommercio Provincia di Napoli, FILMaP, Le Nuvole, gli amici e le amiche di Marisa Savoia

 

 

Pe' devozione  5 ph. M.Giovanna CaponePe' devozione  6 ph. M.Giovanna CaponePe' devozione  8 ph. M.Giovanna Capone

 

 

info:

http://teatrodiroma.net/doc/4101/pe-devozione_liturgie-sacre-e-profane-nella-vita-di-tutti-i-giorni

 

 

 

 

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domenica 3 aprile 2016 ore 20

spazio comunale PIAZZA FORCELLA

via Vicaria Vecchia, 23 – Napoli

UNA PROVA APERTA AL PUBBLICO PRIMA DELLA REPLICA DI ROMA

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PE’ DEVOZIONE

liturgie sacre e profane nella vita di tutti i giorni

vincitore del premio Apollonio IV edizione I Teatri del Sacro
dal laboratorio teatrale di f.pl. femminile plurale con le donne a Forcella
a cura di Marina Rippa e Alessandra Asuni
con: Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Marigliano, Antonella Esposito, Flora Quarto, Gianna Mosca, Giorgia Dell’Aversano, Manuela Della Corte, Melina De Luca, Patrizia Ricco, Rosa Lima, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Susy Cerasuolo
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“La mia santa è santa Rita, ma perché mi ha scelto lei; io manco ne conoscevo l’esistenza sacra. Il mio fioretto (mai rispettato) è stato quello di non fumare per un mese: ma peccato che l’ho mantenuto per due tre ore e poi… bla, bla, bla…. Però a pensarci bene un fioretto l’ho fatto: per circa tre anni ho promesso di non bere caffè il venerdì fino a grazia ricevuta, e così è stato.
‘O patetern’ è lungariell’ ma nun è scurdariell’. (trad,: Il Signore prende tempo ma non dimentica)
Anna M.
Frutto del laboratorio teatrale tenuto a Napoli da ottobre a dicembre 2014, lo spettacolo raccoglie racconti, gesti e storie sui riti quotidiani (familiari e non) relativi al proprio vivere il sacro. I temi della religiosità sacra e quelli delle “liturgie” nella vita di tutti i giorni, sono stati approfonditi ed elaborati in forma scenica: e così appaiono i culti popolari delle anime del Purgatorio e delle sette Madonne che si celebrano dal Lunedì in Albis in poi, i voti fatti per guarire da una malattia o per avere un figlio, i riti culinari delle Feste, l’iconografia delle edicole votive napoletane e tanti altri frammenti…
La scrittura scenica è stata, come sempre, collettiva, e le donne coinvolte sono tutte non professioniste.
Il gruppo è composto da donne “storiche” e da quelle che negli anni si sono avvicinate al teatro: due di loro seguono i laboratori dal 2007, altre dal 2009, qualcuna dal 2013 e quattro da ottobre 2014.
in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli
con il sostegno e il contributo di: ConfCommercio Provincia di Napoli, FILMaP, Le Nuvole, gli amici e le amiche di Marisa Savoia

Pe' devozione  5 ph. M.Giovanna CaponePe' devozione  6 ph. M.Giovanna CaponePe' devozione  8 ph. M.Giovanna Capone

INGRESSO LIBERO
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NERO E BIANCO

accabbai e matrici: due riti

Teatro Civico 14, Vicolo F. della Ratta 14 Caserta
per la Stagione teatrale 2015/2016 – Occhi aperti

Accabbai – un rito
30 gennaio 2016
tre turni : ore 19.00 / ore 20.15 / ore 21.30
12 persone a replica

Matrici – un rito
31 gennaio 2016
due turni: ore 19.00 / ore 20.30
18 persone a replica

Con “Accabbai”un rito è iniziato un percorso artistico che vede Alessandra Asuni e Marina Rippa, impegnate in un progetto che esplora il ciclo vita morte e rinascita attraverso il mondo femminile.
Dopo Accabbai (Premio Landieri 2013), si rafforza con il secondo rito Matrici, un percorso che richiama come forma la performance teatrale rituale in cui nel corso della ‘esecuzione’ si può generare sempre qualcosa di nuovo.
Ognuno dei riti contiene l’altro, sono nella stessa misura per lo spettatore-partecipante divisibili e indivisibili .
Questo tipo di lavoro ha un carattere sperimentale e nello stesso tempo critico: attraverso l’agire è possibile vivere e portare a compimento un’esperienza e riflettere sull’esperienza stessa.

 

ACCABBAI – un rito

di e con Alessandra Asuni

collaborazione allo studio e alla drammaturgia Marina Rippa, Massimo Staich

mio corpo
mio sangue
mangiatene tutti
il ricordo condiviso
la trama delle anime
beneditemi
andate in pace

Una donna vive nascosta in un luogo abbandonato come la sua esistenza, vive conservando memoria di suoni e gesti che hanno accompagnato la sua vita.

Le sue arti non sono più necessarie alla comunità.

Sa femmina accabbadora come tramite per poter raccontare e ricordare la forza di una terra ancestrale, forza che ancor oggi si rivela a chi desidera incontrarla.

La figura dell’accabbadora fa parte di una religiosità primordiale e precristiana, che affonda le proprie radici in superstizioni e miti atavici, difficilmente comprensibile ai nostri tempi, ma perfettamente integrata nella concezione della morte propria degli antenati sardi.

L’ultima femmina accabbadora, che aiutò a morire un uomo di settanta anni, era l’ ostetrica del paese. La donna che aiutava a venire al mondo era anche quella che chiudeva una vita divenuta insopportabile.

lo spettacolo ha vinto il Premio Landieri 2013 Nastro Dream Team    Motivazione: Per aver riscoperto tradizioni antiche; per aver fatto vivere agli spettatori la suggestione di un rito; perché le donne sono al centro di questo progetto che merita di essere replicato continuamente.

una produzione f.pl. femminile plurale

MATRICI – un rito

di Alessandra Asuni e Marina Rippa

con Alessandra Asuni
elementi scenici Massimo StaichMatrici 1

il mio tempo, rubato da altri
la paura di lasciarsi andare, nel tempo e nello stato delle cose
tutto quello che c’ è sempre stato, e non ho mai conosciuto
una storia cucita male, sulla mia pelle
A. A.

Matrici 7Matrici 15

In un’unica donna viaggiano la madre, la partoriente, l’ostetrica, il ginecologo, la dea madre…

Per la donna il parto ha un valore iniziatico, di passaggio da una condizione ad un’altra, dall’essere figlia ad essere madre. Il parto oggi viene consumato, nella maggioranza dei casi, in ambienti asettici e impersonali. Così si leva alle donne il potere sull’atto creativo per eccellenza e il minimo che possa capitare è che altri scelgano per loro: come, dove e in quale giorno far nascere i figli.
Rievocare il parto attraverso il rito: come momento misterioso e sacro,come evento che riguarda tutti, ritrovando il tempo delle cose, senza che niente venga accelerato o forzato.
E lasciare che la sacralità del rito viva nella partecipazione.

Materiali attraversati:
studi e articoli di Maria Gimbutas e Emanuela Geraci;
immagini e video di Andrei Tarvkosky, Lucio Fontana, Pippa Bacca;
dati dell’Istituto Superiore della Sanità;
iconografie delle Madonne e delle Dee del Parto;
uteri lignei della Farmacia degli Incurabili.

un ringraziamento speciale a Teatringestazione per aver ospitato per sei mesi lo studio Cuciture da cui nasce Matrici, nella residenza per artisti Altofragile, edizione 2012.
Ringraziamo Teresa De Pascale e le donne che ci hanno accompagnato nel lavoro: Claudia Bartoli, Lina Cascella, Anna Manzo e Melina De Luca.

una produzione f.pl. femminile plurale

Il rito prevede 18 partecipanti alla volta – necessaria la prenotazione

 

info:

prenotazioni: http://www.teatrocivico14.org/wp/contatti/botteghino/
Teatro Civico 14
t. +39 0823 441399
m. +39 339 1873346
info@teatrocivico14.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PE’ DEVOZIONE
liturgie sacre e profane nella vita di tutti i giorni

vincitore del premio Apollonio IV edizione I Teatri del Sacro – Lucca

sabato 16 gennaio 2016 ore 20 Teatro Città di Pace – Caserta

lo spettacolo apre la rassegna teatrale Un palco per tutti

 

dal laboratorio teatrale di f.pl. femminile plurale con le donne a Forcella
a cura di Marina Rippa e Alessandra Asuni

con: Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Marigliano, Anna Patierno, Antonella Esposito, Flora Faliti, Flora Quarto, Gianna Mosca, Giorgia Dell’Aversano, Manuela Della Corte, Melina De Luca, Patrizia Ricco, Rosa Lima, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Susy Cerasuolo, Toti Carcatella.

La mia santa è santa Rita, ma perché mi ha scelto lei; io manco ne conoscevo l’esistenza sacra. Il mio fioretto (mai rispettato) è stato quello di non fumare per un mese: ma peccato che l’ho mantenuto per due tre ore e poi… bla, bla, bla…. Però a pensarci bene un fioretto l’ho fatto: per circa tre anni ho promesso di non bere caffè il venerdì fino a grazia ricevuta, e così è stato.
‘O patetern’ è lungariell’ ma nun è scurdariell’. (trad,: Il Signore prende tempo ma non dimentica)
Anna M. 37 anni

Frutto del laboratorio teatrale tenuto a Napoli da ottobre a dicembre 2014, e vincitore del premio Apollonio per il Festival I Teatri del Sacro 2915, lo spettacolo raccoglie racconti, gesti e storie sui riti quotidiani (familiari e non) relativi al proprio vivere il sacro. I temi della religiosità sacra e quelli delle “liturgie” nella vita di tutti i giorni, sono stati approfonditi ed elaborati in forma scenica: e così appaiono i culti popolari delle anime del Purgatorio e delle sette Madonne che si celebrano dal Lunedì in Albis in poi, i voti fatti per guarire da una malattia o per avere un figlio, i riti culinari delle Feste, l’iconografia delle edicole votive napoletane e tanti altri frammenti…

La scrittura scenica è stata, come sempre, collettiva, e le diciassette donne coinvolte (dai 34 ai 78 anni) sono tutte non professioniste.
Il gruppo è composto da donne “storiche” e da quelle che negli anni si sono avvicinate al teatro: due di loro seguono i laboratori dal 2007, altre dal 2009, qualcuna dal 2013 e quattro da ottobre 2014.

in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli
con il sostegno e il contributo di: ConfCommercio Provincia di Napoli, FILMaP, Le Nuvole, gli amici e le amiche di Marisa Savoia

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