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La casa di Bernarda Alba
di Federico Garçia Lorca

per il NAPOLI TEATRO FESTIVAL 2016
ANFITEATRO SANT’ANGELO DEI LOMBARDI (AV)
29 e 30 giugno 2016 ore 20 – INGRESSO LIBERO
(servizio navetta da Napoli per info: 3335496507)

 

Bernarda Alba_02_00

messinscena: Alessandra Asuni e Marina Rippa

con: Consiglia Aprovidolo, Maria Grazia Bisurgi, Valentina Carbonara,
Mafalda De Risi, Fortuna Liguori, Annamaria Palomba,
Tonia Persico, Ilaria Scarano, Marilia Testa

ideazione scene e costumi Alessandra Asuni e Marina Rippa
scene Marco Di Napoli
realizzazione scene Alovisi attrezzeria
costumi Cinzia Virguti
sarta Anna Patierno
luci Marcello Falco
direttore di produzione Hilenia De Falco
assistente di produzione Anna Caruso
foto Daniela Capalbo
collaborazione alle scene e grafica Massimo Staich
storyteller Alessandro Toppi
“Bisogna sempre interpretare estendendo la nostra anima sopra ogni cosa, scoprendo un’anima là dove non esiste, dando alle forme l’incanto dei nostri sentimenti; è necessario vedere nelle piazze solitarie le anime antiche che sono passate attraverso di esse, è imprescindibile essere uno ed essere mille per poter sentire le cose in ogni loro sfumatura. Bisogna essere religiosi e profani.”
Federico García Lorca
29 giugno 1936 – 29 giugno 2016
A 80 anni dalla morte di Federico García Lorca, mettiamo in scena “La casa di Bernarda Alba”, ultima sua opera, in cui i personaggi sono tutte donne. Il suo dare voce alle ingiustizie, la sua denuncia di una mentalità antica, inadeguata, “borghese”, l’attenzione al teatro popolare rendono attuale il testo, anche nella distanza dalla sua scrittura e dalla sua morte tragica.
Rarissimo incontrare in un’opera teatrale tanta sensibilità, profondità nel raccontare il paesaggio interiore femminile.
Un femminile che smania dal desiderio di esprimersi in ogni sua forma e un maschile evocato e rappresentato come qualcosa che ingigantisce l’ombra scura di tutte le figure femminili dell’opera.
Nell’opera c’è una costante circolarità che ci ha suggestionate e ci ha portate ad approfondirla. Ritornano ciclicamente nelle parole gli elementi naturali: fuoco, aria, acqua, terra, che appaiono come a voler sottolineare l’imprescindibile appartenenza alla forza della natura dei sentimenti, quelli più misteriosi, Amore e Morte.
In tutte le donne della casa vi è Bernarda con la sua aridità, così come la nonna Maria Josefa con la sua “libertà” di espressione e il mare dentro.
La casa come una prigione, come una grande cassa da morto in cui si è seppelliti vivi; inutile bussare, nessuno sentirà.
Ago e filo. Cucire bianchi corredi, giorno per giorno, tramare la propria vita su telai illusori. La casa si riempie di bianchi pizzi, le stesse pareti della casa nel loro candore sono sempre più oppressive per tutte, costrette a d indossare il nero.
La chiesa, le case attorno, le strade da cui provengono voci e storie, gli uomini e le donne che noi vediamo ma che alle figlie non è concesso di vedere e frequentare, la curiosità e la dissomiglianza del vicinato, la vita che ha un ritmo diverso… sono elementi che condizionano la vita all’interno della casa.
La residenza
Abbiamo incontrato gli amministratori, la proloco, il parroco, ma soprattutto la gente del posto, nella quotidianità della vita. Abbiamo raccolto storie e canti, seguito le feste popolari, avvertendo fortemente la grande frattura interiore e sociale che il terremoto dell’ ottanta ha provocato.
Angela, Cenzina, Pasqua, Tiziana, Marilina, Ida, Emilia, Lucia, Valeria, Vittorio, Luigi, Franco, Tonino, Sergio…, i ragazzi rifugiati pakistani e afgani si sono affacciati al nostro lavoro compositivo che si è arricchito delle tradizioni di ciascuno.
la compagnia per i due giorni dello spettacolo ha organizzato un servizio di navetta con partenza da Napoli Museo Archeologico alle ore 17.30 e rientro stesso luogo dopo lo spettacolo.

NAPOLI TEATRO FESTIVAL 2016

29, 30 GIUGNO SANT’ANGELO DEI LOMBARDI (AV)
RESIDENZA DAL 6 AL 28 GIUGNO
info: http://www.napoliteatrofestival.it/edizione-2016/la-casa-bernarda-alba/

qualche immagine:

https://www.napoliteatrofestival.it/foto-edizione-2016/nggallery/galleries/LA-CASA-DI-BERNARDA-ALBA-1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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la scena delle donne definitvo

 

 

 

 

 

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PE’ DEVOZIONE
liturgie sacre e profane nella vita di tutti i giorni

vincitore del premio Apollonio IV edizione I Teatri del Sacro – Lucca

domenica 10 aprile 2016 ore 17   –   Teatro India, Roma

 

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dal laboratorio teatrale di f.pl. femminile plurale con le donne a Forcella
a cura di Marina Rippa e Alessandra Asuni

con: Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Marigliano, Antonella Esposito, Flora Quarto, Gianna Mosca, Giorgia Dell’Aversano, Manuela Della Corte, Melina De Luca, Patrizia Ricco, Rosa Lima, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Susy Cerasuolo.

La mia santa è santa Rita, ma perché mi ha scelto lei; io manco ne conoscevo l’esistenza sacra. Il mio fioretto (mai rispettato) è stato quello di non fumare per un mese: ma peccato che l’ho mantenuto per due tre ore e poi… bla, bla, bla…. Però a pensarci bene un fioretto l’ho fatto: per circa tre anni ho promesso di non bere caffè il venerdì fino a grazia ricevuta, e così è stato.
‘O patetern’ è lungariell’ ma nun è scurdariell’. (trad,: Il Signore prende tempo ma non dimentica)
Anna M. 37 anni

Frutto del laboratorio teatrale tenuto a Napoli da ottobre a dicembre 2014, e vincitore del premio Apollonio per il Festival I Teatri del Sacro 2915, lo spettacolo raccoglie racconti, gesti e storie sui riti quotidiani (familiari e non) relativi al proprio vivere il sacro. I temi della religiosità sacra e quelli delle “liturgie” nella vita di tutti i giorni, sono stati approfonditi ed elaborati in forma scenica: e così appaiono i culti popolari delle anime del Purgatorio e delle sette Madonne che si celebrano dal Lunedì in Albis in poi, i voti fatti per guarire da una malattia o per avere un figlio, i riti culinari delle Feste, l’iconografia delle edicole votive napoletane e tanti altri frammenti…

La scrittura scenica è stata, come sempre, collettiva, e le diciassette donne coinvolte (dai 34 ai 78 anni) sono tutte non professioniste.
Il gruppo è composto da donne “storiche” e da quelle che negli anni si sono avvicinate al teatro: due di loro seguono i laboratori dal 2007, altre dal 2009, qualcuna dal 2013 e quattro da ottobre 2014.

in collaborazione con

l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli
con il sostegno e il contributo di: ConfCommercio Provincia di Napoli, FILMaP, Le Nuvole, gli amici e le amiche di Marisa Savoia

 

 

Pe' devozione  5 ph. M.Giovanna CaponePe' devozione  6 ph. M.Giovanna CaponePe' devozione  8 ph. M.Giovanna Capone

 

 

info:

http://teatrodiroma.net/doc/4101/pe-devozione_liturgie-sacre-e-profane-nella-vita-di-tutti-i-giorni

 

 

 

 

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domenica 3 aprile 2016 ore 20

spazio comunale PIAZZA FORCELLA

via Vicaria Vecchia, 23 – Napoli

UNA PROVA APERTA AL PUBBLICO PRIMA DELLA REPLICA DI ROMA

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PE’ DEVOZIONE

liturgie sacre e profane nella vita di tutti i giorni

vincitore del premio Apollonio IV edizione I Teatri del Sacro
dal laboratorio teatrale di f.pl. femminile plurale con le donne a Forcella
a cura di Marina Rippa e Alessandra Asuni
con: Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Marigliano, Antonella Esposito, Flora Quarto, Gianna Mosca, Giorgia Dell’Aversano, Manuela Della Corte, Melina De Luca, Patrizia Ricco, Rosa Lima, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Susy Cerasuolo
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“La mia santa è santa Rita, ma perché mi ha scelto lei; io manco ne conoscevo l’esistenza sacra. Il mio fioretto (mai rispettato) è stato quello di non fumare per un mese: ma peccato che l’ho mantenuto per due tre ore e poi… bla, bla, bla…. Però a pensarci bene un fioretto l’ho fatto: per circa tre anni ho promesso di non bere caffè il venerdì fino a grazia ricevuta, e così è stato.
‘O patetern’ è lungariell’ ma nun è scurdariell’. (trad,: Il Signore prende tempo ma non dimentica)
Anna M.
Frutto del laboratorio teatrale tenuto a Napoli da ottobre a dicembre 2014, lo spettacolo raccoglie racconti, gesti e storie sui riti quotidiani (familiari e non) relativi al proprio vivere il sacro. I temi della religiosità sacra e quelli delle “liturgie” nella vita di tutti i giorni, sono stati approfonditi ed elaborati in forma scenica: e così appaiono i culti popolari delle anime del Purgatorio e delle sette Madonne che si celebrano dal Lunedì in Albis in poi, i voti fatti per guarire da una malattia o per avere un figlio, i riti culinari delle Feste, l’iconografia delle edicole votive napoletane e tanti altri frammenti…
La scrittura scenica è stata, come sempre, collettiva, e le donne coinvolte sono tutte non professioniste.
Il gruppo è composto da donne “storiche” e da quelle che negli anni si sono avvicinate al teatro: due di loro seguono i laboratori dal 2007, altre dal 2009, qualcuna dal 2013 e quattro da ottobre 2014.
in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli
con il sostegno e il contributo di: ConfCommercio Provincia di Napoli, FILMaP, Le Nuvole, gli amici e le amiche di Marisa Savoia

Pe' devozione  5 ph. M.Giovanna CaponePe' devozione  6 ph. M.Giovanna CaponePe' devozione  8 ph. M.Giovanna Capone

INGRESSO LIBERO
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NERO E BIANCO

accabbai e matrici: due riti

Teatro Civico 14, Vicolo F. della Ratta 14 Caserta
per la Stagione teatrale 2015/2016 – Occhi aperti

Accabbai – un rito
30 gennaio 2016
tre turni : ore 19.00 / ore 20.15 / ore 21.30
12 persone a replica

Matrici – un rito
31 gennaio 2016
due turni: ore 19.00 / ore 20.30
18 persone a replica

Con “Accabbai”un rito è iniziato un percorso artistico che vede Alessandra Asuni e Marina Rippa, impegnate in un progetto che esplora il ciclo vita morte e rinascita attraverso il mondo femminile.
Dopo Accabbai (Premio Landieri 2013), si rafforza con il secondo rito Matrici, un percorso che richiama come forma la performance teatrale rituale in cui nel corso della ‘esecuzione’ si può generare sempre qualcosa di nuovo.
Ognuno dei riti contiene l’altro, sono nella stessa misura per lo spettatore-partecipante divisibili e indivisibili .
Questo tipo di lavoro ha un carattere sperimentale e nello stesso tempo critico: attraverso l’agire è possibile vivere e portare a compimento un’esperienza e riflettere sull’esperienza stessa.

 

ACCABBAI – un rito

di e con Alessandra Asuni

collaborazione allo studio e alla drammaturgia Marina Rippa, Massimo Staich

mio corpo
mio sangue
mangiatene tutti
il ricordo condiviso
la trama delle anime
beneditemi
andate in pace

Una donna vive nascosta in un luogo abbandonato come la sua esistenza, vive conservando memoria di suoni e gesti che hanno accompagnato la sua vita.

Le sue arti non sono più necessarie alla comunità.

Sa femmina accabbadora come tramite per poter raccontare e ricordare la forza di una terra ancestrale, forza che ancor oggi si rivela a chi desidera incontrarla.

La figura dell’accabbadora fa parte di una religiosità primordiale e precristiana, che affonda le proprie radici in superstizioni e miti atavici, difficilmente comprensibile ai nostri tempi, ma perfettamente integrata nella concezione della morte propria degli antenati sardi.

L’ultima femmina accabbadora, che aiutò a morire un uomo di settanta anni, era l’ ostetrica del paese. La donna che aiutava a venire al mondo era anche quella che chiudeva una vita divenuta insopportabile.

lo spettacolo ha vinto il Premio Landieri 2013 Nastro Dream Team    Motivazione: Per aver riscoperto tradizioni antiche; per aver fatto vivere agli spettatori la suggestione di un rito; perché le donne sono al centro di questo progetto che merita di essere replicato continuamente.

una produzione f.pl. femminile plurale

MATRICI – un rito

di Alessandra Asuni e Marina Rippa

con Alessandra Asuni
elementi scenici Massimo StaichMatrici 1

il mio tempo, rubato da altri
la paura di lasciarsi andare, nel tempo e nello stato delle cose
tutto quello che c’ è sempre stato, e non ho mai conosciuto
una storia cucita male, sulla mia pelle
A. A.

Matrici 7Matrici 15

In un’unica donna viaggiano la madre, la partoriente, l’ostetrica, il ginecologo, la dea madre…

Per la donna il parto ha un valore iniziatico, di passaggio da una condizione ad un’altra, dall’essere figlia ad essere madre. Il parto oggi viene consumato, nella maggioranza dei casi, in ambienti asettici e impersonali. Così si leva alle donne il potere sull’atto creativo per eccellenza e il minimo che possa capitare è che altri scelgano per loro: come, dove e in quale giorno far nascere i figli.
Rievocare il parto attraverso il rito: come momento misterioso e sacro,come evento che riguarda tutti, ritrovando il tempo delle cose, senza che niente venga accelerato o forzato.
E lasciare che la sacralità del rito viva nella partecipazione.

Materiali attraversati:
studi e articoli di Maria Gimbutas e Emanuela Geraci;
immagini e video di Andrei Tarvkosky, Lucio Fontana, Pippa Bacca;
dati dell’Istituto Superiore della Sanità;
iconografie delle Madonne e delle Dee del Parto;
uteri lignei della Farmacia degli Incurabili.

un ringraziamento speciale a Teatringestazione per aver ospitato per sei mesi lo studio Cuciture da cui nasce Matrici, nella residenza per artisti Altofragile, edizione 2012.
Ringraziamo Teresa De Pascale e le donne che ci hanno accompagnato nel lavoro: Claudia Bartoli, Lina Cascella, Anna Manzo e Melina De Luca.

una produzione f.pl. femminile plurale

Il rito prevede 18 partecipanti alla volta – necessaria la prenotazione

 

info:

prenotazioni: http://www.teatrocivico14.org/wp/contatti/botteghino/
Teatro Civico 14
t. +39 0823 441399
m. +39 339 1873346
info@teatrocivico14.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PE’ DEVOZIONE
liturgie sacre e profane nella vita di tutti i giorni

vincitore del premio Apollonio IV edizione I Teatri del Sacro – Lucca

sabato 16 gennaio 2016 ore 20 Teatro Città di Pace – Caserta

lo spettacolo apre la rassegna teatrale Un palco per tutti

 

dal laboratorio teatrale di f.pl. femminile plurale con le donne a Forcella
a cura di Marina Rippa e Alessandra Asuni

con: Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Marigliano, Anna Patierno, Antonella Esposito, Flora Faliti, Flora Quarto, Gianna Mosca, Giorgia Dell’Aversano, Manuela Della Corte, Melina De Luca, Patrizia Ricco, Rosa Lima, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Susy Cerasuolo, Toti Carcatella.

La mia santa è santa Rita, ma perché mi ha scelto lei; io manco ne conoscevo l’esistenza sacra. Il mio fioretto (mai rispettato) è stato quello di non fumare per un mese: ma peccato che l’ho mantenuto per due tre ore e poi… bla, bla, bla…. Però a pensarci bene un fioretto l’ho fatto: per circa tre anni ho promesso di non bere caffè il venerdì fino a grazia ricevuta, e così è stato.
‘O patetern’ è lungariell’ ma nun è scurdariell’. (trad,: Il Signore prende tempo ma non dimentica)
Anna M. 37 anni

Frutto del laboratorio teatrale tenuto a Napoli da ottobre a dicembre 2014, e vincitore del premio Apollonio per il Festival I Teatri del Sacro 2915, lo spettacolo raccoglie racconti, gesti e storie sui riti quotidiani (familiari e non) relativi al proprio vivere il sacro. I temi della religiosità sacra e quelli delle “liturgie” nella vita di tutti i giorni, sono stati approfonditi ed elaborati in forma scenica: e così appaiono i culti popolari delle anime del Purgatorio e delle sette Madonne che si celebrano dal Lunedì in Albis in poi, i voti fatti per guarire da una malattia o per avere un figlio, i riti culinari delle Feste, l’iconografia delle edicole votive napoletane e tanti altri frammenti…

La scrittura scenica è stata, come sempre, collettiva, e le diciassette donne coinvolte (dai 34 ai 78 anni) sono tutte non professioniste.
Il gruppo è composto da donne “storiche” e da quelle che negli anni si sono avvicinate al teatro: due di loro seguono i laboratori dal 2007, altre dal 2009, qualcuna dal 2013 e quattro da ottobre 2014.

in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli
con il sostegno e il contributo di: ConfCommercio Provincia di Napoli, FILMaP, Le Nuvole, gli amici e le amiche di Marisa Savoia

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sibylle_bergemann_ buon 2016 copia

quest’anno per f.pl. è stato quello del Premio Apollonio per Pe’ devozione

del perfezionamento dei riti Accabbai e Matrici

dei primi studi su La casa di Bernarda Alba

delle collaborazioni con Università e  Fondazioni

e soprattutto è stato un anno pieno di contatti, reti e persone e realtà che ci hanno sostenuto

grazie a tutte/i e al nuovo anno!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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sabato 19 dicembre 2015 ore 20
domenica 20 dicembre 2015 ore 18
 
spazio Comunale Piazza Forcella (ex supercinema)
Via Vicaria Vecchia n° 23 Napoli
 
nell’ambito della Rassegna di Teatro Civile
promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli
e organizzata da Le Nuvole/Casa del Contemporaneo
 
 
f.pl. femminile plurale
presenta
 

QUEI SOGNI NEL CASSETTO…

a cura di Marina Rippa e Alessandra Asuni

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Io volevo studiare per diventare avvocato…
poi venne il terremoto dell’ottanta, e se ne carette ‘a scola!
 
Ero in prima media, il professore di musica mi disse: hai una voce particolare, vedo un dono in te, vorrei parlare urgentemente con i tuo genitori “
Passarono tre anni ma i miei non ci andarono mai.
 
tic tic tic…….., “neh, Giose’, ma che de stu rummore’?”
“niente Toto’, è figlieta… è accumminciate ‘o primm’ telegiornale!
 
Anche da bambina nei negozi non trovavo mai nulla per me, perché so sempe stata chiatta. Il mio sogno era quello di creare vestiti bellissimi per donne in carne…
 
a me m’è sempe piaciute ‘e studia’, ma a dieci anni mamma dicette ch’ era j a faticà… Non si potevano permettere di farmi studiare.
Jette a faticà dint’ a na fabbrica ‘e cammìse…
‘E cammìse mman’ a mme vulaveno!!!
 
 
ventuno donne, alle prese coi desideri da bambine e da ragazze
ventuno donne, tantissime storie
 
 
con: Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Manzo, Anna Marigliano, Anna Patierno, Antonella Esposito, Elisabetta Imparato, Flora Faliti, Flora Quarto, Gianna Mosca, Ida Pollice, Melina De Luca, Nunzia Patierno, Patrizia Ricco, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Rosetta Lima, Susy Cerasuolo, Tina Esposito, Tina Marrocoli, Toti Carcatella
 
Dopo Senza perdere il filo del 2013, Vado via.. del 2014, Pe’ devozione che nel 2015 ha vinto il Premio Apollonio del Festival I Teatri del sacro ed è stato ospite a Lucca e a Taranto in due rassegne nazionali di teatro contemporaneo, apriamo al pubblico il lavoro di quest’anno del progetto LA SCENA DELLE DONNE – percorsi teatrali con le donne a Forcella, dell’Associazione Culturale f.pl. femminile plurale.
 
Esito del laboratorio tenuto in due tranches (dal 3 febbraio al 10 aprile e dal 1 ottobre al 18 dicembre 2015) nello spazio Piazza Forcella e nella sala teatro dell’Istituto Comprensivo “Adelaide Ristori” di Napoli, il tema è quello dei propri desideri da bambine e ragazze, dei sogni “sognati” e di quelli ancora da realizzare.
 
in collaborazione con
Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli
e l’Istituto comprensivo “A.Ristori” di Napoli
 
INGRESSO LIBERO
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sabato 12 e domenica 13 dicembre 2015
Succorpo dell’Annunziata – via Egiziaca a Forcella 18, Napoli
la Cooperativa Sociale Na.Sc.e Re. nel Terzo Millennio, nell’ambito del programma del Primo Festival della Nascita ed in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, presenta, per la sezione  “La Nascita…in teatro”

 

Matrici 1

MATRICI – un rito

di Alessandra Asuni e Marina Rippa

con Alessandra Asuni
elementi scenici Massimo Staich

il mio tempo, rubato da altri
la paura di lasciarsi andare, nel tempo e nello stato delle cose
tutto quello che c’ è sempre stato, e non ho mai conosciuto
una storia cucita male, sulla mia pelle
A. A.

  Matrici 7Matrici 15

In un’unica donna viaggiano la madre, la partoriente, l’ostetrica, il ginecologo, la dea madre…

Per la donna il parto ha un valore iniziatico, di passaggio da una condizione ad un’altra, dall’essere figlia ad essere madre. Il parto oggi viene consumato, nella maggioranza dei casi, in ambienti asettici e impersonali. Così si leva alle donne il potere sull’atto creativo per eccellenza e il minimo che possa capitare è che altri scelgano per loro: come, dove e in quale giorno far nascere i figli.
Rievocare il parto attraverso il rito: come momento misterioso e sacro,come evento che riguarda tutti, ritrovando il tempo delle cose, senza che niente venga accelerato o forzato.
E lasciare che la sacralità del rito viva nella partecipazione.

Materiali attraversati:
studi e articoli di Maria Gimbutas e Emanuela Geraci;
immagini e video di Andrei Tarvkosky, Lucio Fontana, Pippa Bacca;
dati dell’Istituto Superiore della Sanità;
iconografie delle Madonne e delle Dee del Parto;
uteri lignei della Farmacia degli Incurabili.

un ringraziamento speciale a Teatringestazione per aver ospitato per sei mesi lo studio Cuciture da cui nasce Matrici, nella residenza per artisti Altofragile, edizione 2012.
Ringraziamo Teresa De Pascale e le donne che ci hanno accompagnato nel lavoro: Claudia Bartoli, Lina Cascella, Anna Manzo e Melina De Luca.

una produzione f.pl. femminile plurale

 

Il rito prevede 18 partecipanti alla volta – necessaria la prenotazione

info e prenotazioni:
repliche del 12 e 13 dicembre
(sabato 12  e domenica 13 due turni ore: 18.00 e 19.30 ingresso libero
tel. 336.848532
info@nascerenapoli.it

 

 

 

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Il coraggio di Artemisia

LA SCENA DELLE DONNE a Palazzo Zevallos Stigliano

per la giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

25 novembre 2015 ore 16 e 17

INGRESSO GRATUITO
prenotazione obbligatoria

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frammenti di testi, tratti dalla deposizione di Artemisia Gentileschi al suo processo per stupro e da alcune lettere scritte dalla pittrice, insieme alla visita al quadro esposto in Galleria, un percorso “dedicato” alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Una collaborazione tra Galleria d’Italia, Civita e “La scena delle donne – percorsi teatrali con le donne a Forcella” (un progetto di f.pl. femminile plurale).
Palazzo Zevallos Stigliano 8

il gruppo de La scena delle donne a Palazzo Zevallos Stigliano

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Visita per gruppi (60’)
INGRESSO GRATUITO
prenotazione obbligatoria
800.454229
info@palazzozevallos.com

Palazzo Zevallos Stigliano, Via Toledo 185 – Napoli

http://www.gallerieditalia.com/it/eventi/il-coraggio-di-artemisia

 

 

 

 

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